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Il Progetto2018-02-26T19:16:12+00:00

Descrizione del progetto

L’idea progettuale ha come finalità quella di educare alla riscoperta della consapevolezza del dono dell’acqua, ricevuto gratuitamente e gratuitamente ridato, trasferendo alle nuove generazioni il valore di questa preziosa risorsa, sulla scia di quanto Papa Francesco invita a fare nella lettera enciclica “Laudato sii”, incentrata sul paradigma della custodia del creato.
Il messaggio vuole essere trasmesso attraverso una serie di attività dedicate alle singole parrocchie del territorio coinvolte ed un’attività finale, rivolta a tutte, con un comune denominatore: l’acqua.
Vogliamo contribuire alla diffusione dei valori cristiani da una prospettiva differente, quella della tutela dell’ambiente e del patrimonio naturale, utilizzando metodi innovativi e dinamiche che possano far crescere le utenze e i target delle struttura, migliorare la conoscenza della risorsa acqua e del patrimonio idrico dei comuni coinvolti, nonché educare a una fede che si “sporca le mani” nel mondo, per utilizzare le parole di don Tonino Bello.
Nelle attività, sarà integrata la realizzazione di una serie di interventi strutturali che possano aiutare le persone con disabilità ad accedere agli oratori o alle attività previste.

Obiettivi specifici:

1. far conoscere i territori e le loro potenzialità alle nuove generazioni;
2. diffondere la parola di Dio attraverso attività non formali legate al tema acqua;
3. costruire reti e relazioni tra le generazioni e tra gli oratori coinvolti;
4. far crescere l’utenza coinvolta nelle attività delle singole parrocchie;
5. abbattere le barriere architettoniche delle strutture coinvolte.

Le attività da svolgere si dividono in tre assi:

Interventi infrastrutturali.

All’interno degli oratori partner saranno realizzati gli interventi come da progetti e cronoprogramma allegato.

Azione in comune.

Attività in comune tra le tre parrocchie coinvolte: training “Acqua preziosa et umile” basato sulle tecniche dell’educazione non formale. 
La formazione sarà articolata in cinque giornate sul tema dell’acqua, durante le quali i partecipanti saranno coordinati nel condividere le proprie singole esperienze vissute all’interno delle rispettive attività oratoriali. 

Attività preparatorie al training finale. 
Ogni singola parrocchia lavora sul tema dell’acqua dal punto di vista di un Santo differente, lo approfondisce e lo studia attraverso due differenti attività rivolte a n.2 target:

11 – 14 anni: laboratorio teatrale. 
I temi saranno legati ai Santi che hanno affrontato il tema acqua. 

15 – 23 anni: comunicazione digitale sul tema acqua/religione. 
Come padroneggiare, utilizzare in maniera responsabile e sfruttare i nuovi strumenti digitali, i social network e le community online anche per diffondere le attività e le storie legate al progetto.

Il progetto risulta sostenibile per tre ragioni:

1. le attività proposte saranno il momento in cui i ragazzi potranno scambiarsi idee, informazioni e costruire reti da cui potranno nascere processi legati al territorio e agli oratori;

2. i giovani acquisiranno le competenze necessarie ad avviare e costruire progetti oratoriali futuri di carattere religioso e culturale, continueranno ad utilizzare gli spazi utilizzati ristrutturati e resi accessibili dalle attività progettuali e, contemporaneamente, avranno compreso appieno tutte le potenzialità del territorio; 

3. le competenze e le esperienze che i partecipanti andranno a vivere permetteranno loro di conoscere a fondo i segreti dell’acqua e dalla sua presenza nei testi sacri e nel magistero della Chiesa, conosceranno meglio il territorio e contribuiranno allo sviluppo dello stesso, anche in termini religiosi.

In particolare i partecipanti avranno modo di scoprire le potenzialità di un bene comune che spesso ignorano di avere o che danno per scontato, e sapranno quindi, vederlo con occhi diversi sviluppando un pensiero nuovo rispetto allo stesso.
Ciò permetterà loro di iniziare a pensare come fruire del bene diversamente, innescando processi di innovazione all’interno delle comunità in cui vivono, perché possa innestarsi nella cultura locale una radicata consapevolezza del valore dell’acqua, della sua custodia e del suo utilizzo responsabile.